La Versione di Brivio

Quando raggiunge una raffinatezza di pensiero elevata, l'Intellettuale ha il compito di tramandare le sue idee al volgo.
Un evergreen: marketing vs. legal (e io in mezzo…) Zoom

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La Versione di Brivio ha compiuto 2 anni oggi! Zoom

La Versione di Brivio ha compiuto 2 anni oggi!

(Fonte: assets)

Non ti resta che scegliere il migliore. Zoom

Non ti resta che scegliere il migliore.

Comunque quel sito l’aveva fatto Pucarelli.

Se c’è un posto che mi dà l’idea del lusso in una casa, un ufficio, un locale, un bar, quel posto è il bagno. Prendi ad esempio i bagni del sesto piano negli uffici di CE: luce soffusa, piastrelle di marmo nero, specchi con la cornice d’oro… Dai dispenser non esce un colloso sapone liquido di colore imprecisato tipo sperma di vegano, ma una morbida e soffice spuma bianca. E soprattutto non mancano mai migliaia di tovagliolini quando devi asciugarti le mani.

Perché se c’è una cosa che in bagno mi fa incazzare è quando - per risparmiare sulle forniture di carta - mettono quegli odiosi ventilatori che hanno sempre la stessa marca (fateci caso): Fumagalli Components di Trezzano S/N. A parte l’evidente regime di monopolio di cui è vittima questo settore, il vero problema è che se devi asciugarti le mani con questi affari ci vuole un quarto d’ora e se invece devi asciugarti pure la faccia diventa un bel casino, la classica situazione in cui hai una necessità impellente e ti mancano i mezzi per soddisfarla.

In quei momenti mi sento un po’ come il Barba davanti ad un’Amiga new-old-stock in una sera di blackout elettrico.

Come il Gabri davanti a una bottiglia di Merlot Gran Riserva impossibile da aprire.

Come Gas davanti alle ruspe del cantiere di Chiomonte, ma senza neanche un sasso da tirare.

Come il Colnaghi dal commercialista senza gli scontrini per le detrazioni fiscali.

Come Baldon che corre la maratona di NYC in 2h59’59”, ma ha perso il microchip e non c’è nessuno che lo ha visto arrivare.

Come il Toff impegnato in una rissa con i milanisti a San Siro, ma non trova più la fibbia della cintura.

Come il Bogo circondato dalla figa, ma i tatuaggi si sono cancellati e non c’è più niente da far vedere.

Come il Tolve che torna nella civiltà dopo 40 giorni di ascetismo e digiuno spirituale, ma l’unico posto aperto è una cazzo di steak-house.

Come Simo che sbarca in Giamaica e scopre che in tutta l’isola non c’è neanche un accendino.

Come Lorenz davanti a una finestra di Final Cut che dice “Rendering - 4 hours left”, ma gazzetta.it e calciomercato.com sono entrambi sotto attacco di Anonymous.

Come la Vecchione in una serata in compagnia, con vino in quantità e gente simpatica, bloccata da un forte mal di gola che gli impedisce di parlare.

Come Alberti in vacanza senza accesso alla mailbox.

Come Foti alla cassa della Martesana senza il Bancomat.

«Noi meno di 20 euro a pranzo
per principio non li spendiamo.
Se succede, lasciamo il resto
in mancia al cameriere.»

—Andrea Baldon, Lunch Manager

Se c’è una cosa in natura che da sempre mi emoziona e mi inquieta, quella cosa è il magnetismo. Una forza invisibile, senza nessuna apparente origine, in grado di spostare oggetti, di muovere le cose. Chi siamo? Da dove veniamo? Perché esistiamo? Dove finiremo? Quando sento due calamite che si attraggono e si respingono, guidate da una volontà impercettibile, ecco che queste domande salgono di intensità nella mia testa e diventano assordanti nel mio cuore, accompagnate dallo sgomento e dalla rassegnazione di non avere risposte plausibili. Emozioni forti, amplificate dall’abuso di pesce crudo e salsa di soia a cui spesso sono stato indotto a causa del proliferare a Milano dei ristoranti giappocinesi in cui, come è noto, la catena del freddo viene talvolta pericolosamente interrotta, favorendo il proliferare di micro-organismi gravemente nocivi per il sistema nervoso centrale. E poi c’è la scarsa tolleranza dei popoli europei e mediterranei nei confronti del glutammato monosodico, presente in grandi quantità nelle preparazioni tipiche dell’Asia orientale: cefalea, vasodilitazione, innalzamento dei valori pressori… Sensazioni che ho già provato un pomeriggio di qualche anno fa, quando mi ritrovai rinchiuso in una Renault Clio rossa con i finestrini sigillati ermeticamente e uno strano odore pungente che pervadeva l’aria. Sensazioni mistiche, al confine tra la realtà e il sogno. Le porterò con me anche quando mi ritroverò a oltrepassare il Grande Fiume, come fece Renzo nei Promessi Sposi: braccato dalla giustizia dopo i tumulti di San Martino, assalito da paure e angosce per il buio e il freddo, trovò alla fine il coraggio per superare l’Adda, aiutato da un pescatore che lo portò sulla sua barca fino alla generosa sponda bergamasca che gli offrì rifugio.

[TO BE CONTINUED]